Lettera aperta
Lettera aperta

Lettera aperta

Ho avuto la “consacrazione” Masila Mint (lingua ismaili) che significa “colui che ascolta e conosce le cose nascoste”.

  1. Sono nato a Teheran il 12-11-1957, primogenito legittimo dello Shah Aryamehr Reza Pahlavi e dell’allora diciassettenne principessa Savoia Maria Gabriella
  2. L’infanzia e la giovinezza le ho trascorse in Italia, a periodi anche in Iran, dove avevo scarsi contatti con mio padre. Mi ritengo molto diverso da lui; egli amava certamente il suo paese, ma, a differenza di me, gradiva apparire e questo, a mio parere, toglieva un po’ all’essere. Penso che avesse parzialmente dimenticato che un re deve servire il suo popolo e pensare poco o nulla agli svaghi personali, mentre mio padre metteva troppo al centro se stesso. Per quanto riguarda mia madre, beh… una donna che al sottoscritto, all’età di 9 anni circa, fa togliere con un’operazione dal corpo del figlio i segni identificativi e di dignità regale e impone la plastica facciale, col solo scopo di renderlo dissimile dalle notevoli somiglianze col suo vero padre, credo si sia autodefinita,…

Cari miei Iraniani, ( e amici lettori),vi spiego con questo mio scritto chi è Josef Monhud Palhevi Savoia a 49 anni e cosa desidererebbe. Sono vissuto in modo melanconico, come fossi rifiutato da entrambi i genitori, anche se riconosciuto quale legittimo erede e primogenito; la mia affiliante Anna Lucia mi amava molto e spesso, finché in vita, mi ripeteva:”Non sei mio figlio, ma sai quanto vorrei che il mio unico figlio assomigliasse a te, remissivo, obbediente, solo poco comunicativo e dall’espressione sempre melanconica,..”

Dal canto mio ero legatissimo a Lucia, non certo a mio padre Aryamehr o a mia madre Maria Gabriella, che mai hanno accettato che vivessi accanto a loro, soprattutto perché, a mio parere, non rispondevo a certi canoni ipocriti, interessati più all’apparire che all’essere. Grazie all’aiuto di Maria, potente ed umile Madre di tutte le madri, e ad ALLAH, l’Altissimo, cui sono consacrato, desidero con tutto il cuore veder riconosciuta la mia vera identità, che in Italia sempre è stato risaputa da molti, soprattutto nella giustizia e nel governo, ma viene nascosta come il segreto di Pulcinella. Nella mia vita ho subito maltrattamenti al limite dell’inverosimile. Gli ultimi tre anni di vita sono stati per me colmi di sofferenze e difficoltà: mi sono state imposte vessazioni e oppressioni di tipo psicologico ed emozionale. Sapevo suonare perfettamente il pianoforte, parlavo e conoscevo il palhevi ed il farsi, sono stato obbligato a subire interventi ipnotici e bloccanti, per lunghi periodi, e così ho perso la capacità di suonare il pianoforte, di parlare la lingua paterna ed anche sono stato reso incapace di ricordare molte cose. Anche negli ultimi anni ho sofferto parecchio per l’isolamento, la mancanza di un lavoro professionale, che avevo prima, ma soprattutto per la lontananza da Lucia ed infine per la sua morte. Arrivato per alcuni giorni di raccoglimento e preghiera in un monastero, fui rapito; la denuncia, sia da parte mia che dei monaci, per tale violenza subita, non é stata minimamente presa in considerazione dalle autorità d’ordine e giudiziarie e successivamente archiviata senza sopralluoghi o verifiche con gli interessati. Oso dire che in questa vicenda sono stato trattato come fossi io l’indagato, come non degno di essere creduto sul fatto successo, ma come un pazzo per aver affermato di essere quello che sono in realtà. Sempre, presso le autorità civili, di ordine pubblico, giudiziarie, bancarie si è usato e si usano tutt’ora con me due pesi e due misure: se affermo, firmo….. ciò che a loro fa comodo, risulto capace d’intendere e di volere, se affermo o dico cose che loro non vogliono sentire, sono un mentecatto, incapace di intendere e volere. Tale comportamento è stato tenuto nei miei confronti dai carabinieri in occasione del sequestro ed ancora oggi nelle banche e negli uffici si dice che io sono un pazzo. (Sono ritenuti e detti tali anche coloro che mi sostengono e mi aiutano). Potrei portare vari esempi di soprusi subiti nelle banche stesse, che sanno molto bene la mia identità ed i miei diritti, ma preferiscono non darmi informazioni e lasciano che persone a me vicine abbiano patrimoni immensi,(tutti provenienti dal loro rapporto con la mia persona come ha affermato ripetutamente l’affiliante Lucia davanti a testimoni). Miei capitali e conti distribuiti in varie banche… BRE, Banca di Novara, San Paolo, UBS …sono tutti passati a loro o ad altri; a me hanno lasciato niente. Dico questo solo per la verità dei fatti e giustizia verso i poveri cui sono destinati.

Il testamento della mia affiliante dichiara erede unico ed universale il suo unico figlio, mentre in banca sono arrivate lettere di Lucia che donava tutto al sottoscritto, documenti consegnati al giudice con dichiarazioni da lei firmate attestanti che io non sono figlio suo, ma che lasciava a me tutti i capitali suoi, in quanto erano miei. Attualmente per le Banche ed Autorità Statali io avrei intestato solo un piccolo conto bancario conpochi euro, mentre i parenti di Lucia hanno somme ingenti e pagano varie assicurazioni con bonus annuo di 60.000 €, e, perfino un’assicurazione di un milione e più di Euro. Ho chiesto alle banche quale interdizione è stata emanata nei miei confronti, da quale giudice e perché. Attendo una risposta adeguata e convincente. Per me tale comportamento è “ ingiustizia”, violazione del diritto alla trasparenza bancaria, tanto solennemente proclamata; è “appropriazione indebita”, per non dire altro , di denaro altrui. Il DNA di mia madre, Savoia Maria Gabriella, a causa di un processo in Francia è stato reso pubblico su un sito internet. A mia volta, in due istituti pubblici, mi sottoposi a Perizia Genetico-Forense, con quattordici risultati “Genotipo”, (quattro di essi corrispondono ad alti valori “asiatici”) ed, inoltre, ebbi i risultati dell’esame mitocondriale. In presenza di testimoni, dei due DNA, mio e di mia madre, mi si fece vedere la comparazione, dalla quale si desunse che sono figlio della Principessa Savoia Maria Gabriella. Non c’è nessun sordo peggiore di con vuol udire e peggior cieco di chi non vuol vedere. Penso che saranno capaci anche di falsare i DNA, dopo aver falsato altre cose che mi riguardano. Vi potrò dare notizia fra breve del risultato del ricorso d’appello presentato dai miei avvocati. L’ultima sentenza che riflette l’atteggiamento ingiusto tenuto nei miei confronti è anticostituzionale e contro i diritti più fondamentali dell’uomo, (proclamati con forza da ONU e UE), sostenuto dall’artificio cattivo usato per impedirmi di raggiungere la mia identità in modo legale. Dai documenti che sempre le autorità consultate hanno ammesso esistenti, risulta la mia identità, ma sempre hanno rifiutato (perché?) di consegnarmeli. Carissimi miei Iraniani e lettori, come avrete letto nel sito le mie precisazioni sulla prima Comunione e Cresima, esse non mi sono mai state conferite, perché islamico e non battezzato. Cortesemente quindi mi rivolgo a voi perché finalmente mi sia fatta giustizia; aiutatemi ad entrare in possesso della mia dignità di uomo, della mia regalità, alla quale non posso rinunciare quale consacrato, ed al mio incommensurabile patrimonio, che ricche famiglie dell’alta finanza mondiale, con la collaborazione di mia madre, gestiscono. Desidero sottolineare che mai ho desiderato regnare, né lo desidero, ma auspico molto, grazie anche al vostro sostegno, di riuscire a devolvere questo patrimonio, (presente nella Alavi Foundation , Manhattan Bank Pahlavi Bank,.. ed in altre sedi), ai diseredati, agli oppressi, agli umiliati come pure io stesso sono stato spesse volte umiliato e lo sono tutt’ora.
Un solo esempio per tutti: nella frazione di S. Lorenzo di Peveragno, Cuneo, ove ho lavorato per circa 10 anni in qualità di insegnante, alcuni avevano dislocato lungo il percorso stradale, per centinaia di metri, cartelloni con la scritta: “Torna da dove sei venuto!”, riferendosi alla mia persona. La mia affiliante mi ha difeso in quell’occasione come in tutta la mia vita da certi italiani ipocriti che amavano ripetere: ”Sì, sì è buono, intelligente, ma è un islamico, un diverso,,…”

Quante lacrime da bambino e quante sofferenze da adulto,… Tutti voi del mio popolo persiano e coloro che mi vogliono bene e mi sostengono siete da me affidati a Maria Madre di tutte le madri, potente umile, perché vi accolga tra le sue braccia quando sarete stanchi, oppressi o umiliati.

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